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La riforma del catasto

Lo sai che i criteri che determinano il valore di un immobile sono cambiati?
Entro il primo luglio di quest’anno molte cose cambieranno.
Prata Immobiliare ti offre alcune delucidazioni in merito alle novità in tema di catasto.

La riforma del catasto è alle porte e si concluderà in pochi anni.
L’Agenzia delle Entrate prevede che il nuovo catasto entri a regime in 5 anni.

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Quali saranno le novità principali della riforma?

In sostanza, la riforma del catasto riguarda quattro aspetti.
La principale prevede il nuovo parametro con cui calcolare il valore di un immobile: i metri quadrati e non più i vani.
Ma andiamo per punti.

1. Rendita catastale e valore patrimoniale.
Prima della riforma, la base per calcolare quanto di tassa doveva essere pagato per l’immobile era la rendita catastale. La rivoluzione del catasto 2015 introduce un nuovo parametro: il valore patrimoniale.
Il valore patrimoniale sarà determinato dal valore di mercato al mq per la tipologia dell’immobile.
Ma il metro quadro sarà solo la base di partenza. Diversi parametri ne influenzeranno infatti il valore.
Elementi quali il piano in cui giace l’immobile, l’ubicazione, lo stato di conservazione dell’immobile, l’affaccio, la superficie, le scale, la presenza o meno dell’ascensore, la tipologia di riscaldamento, saranno tutti criteri da valutare e prendere in considerazione per dar vita ad una vera e propria formula matematica che avrà il potere di incidere sul valore dell’immobile.

Il valore di riferimento di una singola zona sarà quindi aumentato o diminuito in base a questi parametri ed in seguito moltiplicato per i metri quadrati.

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2. Categorie catastali.
Parola d’ordine sfoltire. Con la riforma si dirà addio alle lettere A-B-C-D-E-F che finora avevano distinto le categorie catastali. Due soli gruppi prenderanno il posto delle sei: immobili ordinari, Gruppo O, ed immobili speciali, Gruppo S.

Gli immobili saranno così riclassificati sulla base della destinazione d’uso: nel Gruppo o1 rientreranno gli appartamenti e ci sarà un provvedimento per disciplinare gli immobili signorili (A/1), le ville (A/8), i castelli e gli immobili di valore storico-artistico (A/9).

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3. Sconto del 30%.
Gli immobili di interesse storico-artistico beneficeranno di sconti fino al 30%. I palazzi oltre i 300 mq saranno considerati nella nuova categoria ordinaria.

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4. Chiese.
Le chiese continueranno a non pagare le tasse in quanto immobili “improduttivi” a cui non sono attribuiti rendite o valore immobiliare.
Il campionamento degli immobili partirà entro il 1° luglio 2015 e, secondo quanto stimato, ci vorranno all’incirca tre anni per mettere a punto i nuovi criteri di valutazioni volti a determinare la nuova base imponibile entro l’obiettivo temporale fissato per la fine del 2019. 

 

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