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La cedolare secca

La cedolare secca. Prata Immobiliare ti spiega che cos’è.

Hai notato che diversi immobili in affitto di Prata Immobiliare prevedono la cedolare secca?
Sai perché Prata Immobiliare sottolinea la cedolare secca nei suoi annunci?
L’agenzia Prata Immobiliare, in questo semplice articolo, ti spiegherà che cos’è la cedolare secca sottolineandone i vantaggi, sia per il proprietario dell’immobile che per l’inquilino.

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La cedolare secca è una tassa alternativa per i canoni di affitto e sostituisce l’Irpef e l’imposta di bollo e di registro da pagare sui canoni di locazione presenti nel regime ordinario. L’imposta riguarda quindi gli affitti e, nello specifico, i proprietari che scelgono di affittare il proprio immobile pagando un’unica imposta sostitutiva sui redditi percepiti, in alternativa alle regole ordinarie.
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La cedolare secca. Quanto, quando e come pagare.
Tutti sappiamo che chi decide di affittare il proprio immobile deve pagare delle tasse sulle somme percepite dall’affitto. Con il regime della cedolare secca si prevede il pagamento di un’imposta in % del canone annuo che sostituisce il versamento dell’Irpef, l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

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Se sei proprietario di un immobile e lo vuoi dare in affitto, per esclusivo uso abitativo, puoi scegliere la cedolare secca. Per capire a quanto ammonta la somma da versare, è necessario dare un’occhiata alla tipologia di contratto di locazione stipulato.
In generale la cedolare secca si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti ma di recente sono state introdotte delle agevolazioni e l’aliquota della cedolare secca è stata ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei cosiddetti Comuni “ad alta tensione abitativa”. La lista si trova nell’elenco ufficiale del Cipe dove è stato stipulato un contratto a canone concordato, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge 431/1998. Il contratto in tal caso ha durata di tre anni prorogabili di altri due (formula “3+2”) con un canone mensile compreso tra un minimo e un massimo individuato da appositi accordi territoriali stipulati tra sindacati degli inquilini e associazioni di proprietari. L’aliquota al 10% è una misura temporanea che si applica sui contratti di locazione a canone concordato in maniera automatica dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2017.

Si può scegliere la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia negli anni successivi. Ma quando l’opzione non viene esercitata all’inizio è bene ricordare che la registrazione segue le regole ordinarie; in questo caso, le imposte di registro e di bollo sono dovute e non sono più rimborsabili.

L’imposta sostitutiva della cedolare secca può essere versata a saldo o in acconto.
Se la cedolare per l’anno precedente supera i 51,65 euro è dovuto l’acconto, pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. L’acconto non è dovuto nel primo anno in cui si esercita l’opzione per la cedolare secca.

Il pagamento dell’acconto va effettuato in due modalità:
1) in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo è inferiore a 257,52 euro;
2) in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro (la prima rata del 40% (del 95%), entro il 16 giugno, la seconda del restante 60% entro il 30 novembre).
Il saldo si versa entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce o entro il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%.
Per quanto riguarda le modalità di pagamento è necessario utilizzare l’F24 in cui vanno indicati dei codici tributo specifici.

I vantaggi della cedolare secca.
Ma quali sono i vantaggi per chi sceglie questo regime di imposta? E per l’inquilino?

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Dal punto di vista pratico, i principali vantaggi per il proprietario che affitta sono:
– non è previsto il pagamento dell’imposta di registro
– non è previsto il pagamento dell’imposta di bollo
– il reddito soggetto a cedolare è escluso dal reddito complessivo personale e gode di un’aliquota fissa prestabilita
Dal punto di vista pratico, i principali vantaggi per l’inquilino sono:
la stabilità degli importi della locazione: il canone d’affitto non viene aggiornato per tutta la durata del contratto, anche se l’aggiornamento è previsto dall’accordo. In questo modo l’inquilino al momento della firma del contratto sa con certezza quale importo dovrà pagare ogni anno, senza avere spiacevoli sorprese al momento del versamento. In definitiva, il proprietario dell’immobile rinuncia a chiedere, per tutta la durata del contratto, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se previsto in precedenza nel contratto.

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